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La Strada Dei Vini (Nero D'Avola) E Le Spiagge Di Ispica, Italia

Val di Noto ed Ispica – Strada dei viniLa Val di Noto ed Ispica sono situate a cavallo tra la provincia di Siracusa e quella di Ragusa, in Sicilia. Ispica sorge a circa 5 chilometri dal mare ed è principalmente costruito su una collina panoramica. La città fu abitata fin dal Paleolitico, per questo vanta una lunga e antichissima storia... Vi si insediarono i Siculi, i Greci, i Romani, gli Arabi, i Normanni, gli Spagnoli ecc. Dopo il devastante terremoto del 1693 gli Ispicesi dovettero trasferirsi dalla Cava alla posizione attuale. A 5 chilometri dal centro di Ispica si estende la spiaggia, facilmente raggiungibile o in macchina, o tramite apposite navette. Santa Maria del Focallo è tutta la zona marittima adiacente ad Ispica, ma confinanti troviamo due altre splendide zone dove poter sostare: Ciriga e Porto Ulisse. In questi meravigliosi golfi l'acqua è incontaminata e il mare è sempre godibile, perché “protetto” dalla conformazione della costa... L’enogastronomia è il punto di confluenza di attività diverse: agricole, culturali, artigianali. Un momento di sintesi che, nelle espressioni di eccellenza, raggiunge sorprendenti risultati armonici, paragonabili alle esperienze d’arte. In un prodotto della terra, in un piatto, in una bevanda si riflettono- nell’equilibrio delle componenti- usi, consuetudini, idee, valori, storia di un territorio. Percorsi reali e ideali che il lavoro- nei campi, nelle botteghe, negli ambienti domestici- sa tradurre in colori, forme, sapori. Un’arte che si rappresenta, un’arte che si gusta.Questa sezione vuole rendere visibile, in un unico spazio, l’incontro tra chi produce, chi trasforma, chi consuma: attori di un percorso comune di gusti e suggestioni, che la tradizione alimenta, l’impegno quotidiano arricchisce, la memoria sostiene. Per mostrare, assaporare, ricercare, esaltare atmosfere di una terra antica- la Sicilia - che nelle sue risorse tipiche trova forza e identità. La Val di Noto è zona di grande rilevanza nel panorama produttivo siciliano risulta essere quella posta nella parte sud orientale dell’isola. Essa è caratterizzata da un paesaggio collinare che degrada da ovest verso est, dai Monti Erei verso i Monti Iblei, sfiorando la piana di Catania per arrivare verso sud a lambire il mare di Capo Passero. Il suolo è in prevalenza composto da sabbie,conglomerati, argille e depositi alluvionali,importante risulta anche la presenza delle marne, dei calcari, delle lave basaltiche.Il clima è di tipo subtropicale. Nelle province di Caltanissetta, Ragusa, Siracusa e parte di quella di Catania, si collocano le doc del Cerasuolo di Vittoria, dell’Eloro, del Moscato di Noto e del Moscato di Siracusa. Tra i vitigni a bacca bianca l’inzolia o ansonica risulta essere il più diffuso, allevato quasi sempre a spalliera e risentendo in modo particolare dell’ambiente di coltura, permette di ottenere dalla vinificazione delle sue uve vini dalla spiccata e piacevole acidità, spesso dotati di profilo organolettico delicato, con sentori di frutta anche tropicali. Seguono il catarratto, l’albanello, il damaskino, il grecanico, lo chardonnay. Importantissimi e molto diffusi sono quelli a bacca rossa, fra i quali emerge su tutti per importanza il nero d’avola o calabrese che si ritiene indigeno del territorio di Avola nel siracusano. I vini da esso ottenuti sono caratterizzati da corpo, eleganza e struttura. Altri vitigni ampiamente coltivati sono il frappato, originario del vittoriese, il grosso nero, il nerello mascalese, il pignatello, e gli alloctoni sirah e cabernet sauvignon per citarne alcuni. Terra di incontri e di (scontri) perché naturalmente collocata al Centro del Mediterraneo – appena 800 anni orsono ancora epicentro della storia e della vita del mondo allora sconosciuto – la Sicilia ha indubbiamente mutato buona parte della sua cultura (perché di cultura si tratta!) agro-alimentare da quel miscuglio di razze e di civiltà che ne hanno calcato il suolo, talvolta stabilmente, e ne hanno quindi permeato profondamente la vita. Ma altrettanto indubbiamente ha saputo fondere ed armonizzare le diverse culture agro-alimentari (e le relative coltivazioni a monte) dando ad esse un taglio tipicamente siciliano che ne esalta, nelle sue singolarità, la evidente mediterraneità. Sono ancora percettibili e riscontrabili – pur in una diffusa, in senso territoriale, omogeneità di prodotti, di sensazioni olfattive e papillari , di aromi, di gusti, di consumi – le tracce di prodotti e cucine di altri Paesi e Popoli. In Sicilia però, esse si sono amalgamate talmente bene da essere ormai noti ovunque come piatti tipici siciliani (il “ cuscus” trapanese ne è esempio succulento!). Circa mille anni fa un arabo Al Edrisi “cantò” la Sicilia, il suo sole, i suoi giardini; oggi i prodotti del sole, la cucina del sole, sono decantati, prima ancora che cantati.

Autore:
Carmen



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